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 II Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (CCCM) è una comunione di Chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Sacre Scritture. Esse credono che Gesù Cristo è Colui che ci è stato inviato da Dio, Suo Figlio e nostro Salvatore e per questo cercano di adempiere alla comune vocazione, a gloria di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. II CCCM è nato nella nostra città nel 1998, per iniziativa di alcune Chiese; è andato poi espandendosi fino ad abbracciare le 18 attualmente presenti in assemblea. Alla presidenza del CCCM si sono avvicendati esponenti delle diverse aree confessionali.

Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano
piazza Fontana, 2
20122 Milano
tel. 028556303 fax 8556357
e-mail: ecumenismo@diocesi.milano.it

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Comitato di presidenza: Martin Ibarra (presidente), p. Ambrogio Nicolaj Makar (vice-presidente); Rosangela Vegetti (segretaria)

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***** ALCUNI ARTICOLI SULLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI (cliccare qui)******


 LETTURA ECUMENICA DELLA PAROLA


NELLA PIAZZA DELLA CITTA’

sabato 4 e 18 febbraio

sabato 3 e 17 marzo

                                                 dalle ore 18 alle 19.15


nella chiesa di San Gottardo in Corte dietro a Palazzo Reale, in via Pecorari

[programma dettagliato qui]


L’iniziativa è promossa:

dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano

dalla Rettoria di San Gottardo al Palazzo Reale

con la collaborazione di Ecumenismo e dialogo dell’Arcidiocesi di Milano


 


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La GROTTA DI ELIA:

dal 13 ottobre 2011
una pausa di riflessione e preghiera :
ogni giovedi dalle h. 12,35 alle 12,55 in S. Gottardo al Palazzo 

                                                                                        

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VISITA ALLE CARCERI DI OPERA, BOLLATE E SAN VITTORE

promossa dal  Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano

uan testimonianza leggi qui

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«Voi dunque pregate così». Gruppo di Dombes

Dalle lacerazioni del Cinquecento, la preghiera che ci ha insegnato Gesù è stata pregata e meditata separatamente dalle diverse confessioni cristiane, e di qui la tentazione per ciascuna di appropriarsi del Padre nostro e il costituirsi di un ricco patrimonio spirituale, spesso ignorato dalle altre tradizioni cristiane. Vicino ormai ai 75 anni di vita, il Gruppo ecumenico di Dombes affronta ora questa parte fondamentale dell’insegnamento del Signore con il volume «Voi dunque pregate così». Il Padre nostro, itinerario per la conversione delle Chiese, per «rischiare una lettura che sia davvero ecclesiale», sempre alla luce del tratto interpretativo caratteristico del Gruppo, ossia l’idea di «conversione». «Mentre i nostri documenti precedenti partivano dalle divergenze tra le nostre Chiese per prospettare le conversioni necessarie in vista dell’unità, questa volta partiamo invece da un forte punto di convergenza per discernere le conversioni che esso implica».

Chiese europee: nuovo segretario generale della Kek

E’ il pastore Guy Liagre, attualmente presidente della Chiesa protestante unita del Belgio (Cpub), il nuovo segretario generale della Conferenza delle chiese europee (Kek). Eletto nel corso dello scorso Comitato Centrale della Conferenza delle chiese europee (Kek) svoltosi a Ginevra (Ch) il 24 e 25 gennaio, il pastore Liagre entrerà in carica dal primo giugno e succede al teologo Viorel Ionita della Chiesa ortodossa romena, che ha ricoperto la carica ad interim. "Lavorare in quanto segretario generale per un organismo ecumenico europeo in un momento in cui l'Europa e il mondo stanno rapidamente cambiando verso qualcosa di ancora difficilmente prevedibile, rappresenta per me un'importante sfida. La stessa Kek è nel mezzo di un processo di ristrutturazione e sono onorato di poter partecipare e stimolare questo rinnovamento". Il nuovo segretario generale è nato nel 1957. Autore di numerosi volumi, è sposato, padre di quattro figli e nonno di tre nipotini. 

Ginevra: le Chiese europee sulle nuove sfide per le Chiese del continente

 I cristiani delle diverse confessioni presenti in Europa devono portare avanti una testimonianza comune nei confronti delle nuove sfide spirituali, demografiche, politiche ed economiche che il vecchio continente si trova oggi ad affrontare. E’ quanto emerso dalla riunione del Comitato congiunto della Conferenza delle Chiese europee (Kek) e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), che si è svolta dal 26 al 28 gennaio a Ginevra. Quest'anno si è celebrato anche il 40 ° anniversario della creazione, nel 1972, del Comitato congiunto, che è l'organo supremo per il dialogo tra Kek e Ccee, e si incontra ogni anno. Nel suo discorso di apertura, il presidente della Kek, il metropolita Emmanuel di Francia, ha descritto l'attuale crisi economica come una delle questioni "che sollevano interrogativi circa la capacità dell'Europa di realizzare una politica sostenibile per l'Unione europea". Il presidente del Ccee, cardinale Péter Erdő, ha descritto l'impegno ecumenico come una necessità che deve coinvolgere tutti i cristiani, piuttosto che l'opera di pochi esperti. Tra i relatori, Alister McGrath, docente di teologia al King’s College di Londra, ha descritto lo sviluppo di una posizione laica o "atea" in Europa, che vede la religione come una questione privata che non dovrebbe avere un impatto sulla sfera pubblica. Secondo McGrath le istituzioni religiose sono state coinvolte in un clima di sospetto generale da altre istituzioni quali governi, banche e imprese "a causa del loro potere, della mancanza di trasparenza, degli interessi in gioco, e del loro atteggiamento sconsiderato nella gestione finanziaria". Mentre si osserva un diffuso interesse per la "spiritualità", quest’ultima è vista come una questione personale e individuale, non necessariamente legata all’istituzione di appartenenza. Giancarlo Blangiardo, docente di demografia presso l'Università Milano-Bicocca, si è concentrato invece sulle sfide demografiche che le Chiese e la società si trovano ad affrontare. Blangiardo ha messo in evidenza un calo significativo del tasso di natalità nei paesi europei, che si va a combinare con l'invecchiamento della popolazione. Tali sviluppi implicano sfide importanti per i sistemi di welfare europei. Allo stesso tempo, i cambiamenti demografici stanno portando a nuovi modelli di vita familiare. “I tassi delle unioni matrimoniali era caduti un po' dovunque negli ultimi 40 anni - ha detto -, mentre è aumentato il numero dei bambini nati fuori dal matrimonio”. Ha perciò esortato le Chiese a cercare il modo di rafforzare la famiglia. La vice-presidente della Kek Cordelia Kopsch, della Germania, ha parlato invece della diminuzione del numero dei fedeli in molti Paesi e delle risorse finanziarie. Ha invitato le Chiese a "resistere alla tentazione di ridurre la loro presenza nella sfera pubblica, perché è in gioco la credibilità della loro testimonianza agli occhi dell’opinione pubblica". Anche per mons. Matthias Heinrich, vescovo ausiliare di Berlino, è importante “la testimonianza dei cristiani nel loro ambiente di lavoro e di vita così come la presenza della Chiesa nella sfera pubblica". “La Chiesa dovrebbe approfittare delle opportunità, come la collaborazione con i media laici, essendo presente nei campi dell'istruzione e della cultura”, ha concluso Mons. Heinrich. Il Comitato congiunto ha espresso la sua solidarietà nei confronti dei cristiani che stanno vivendo situazioni difficili in altre parti del mondo, in particolare in Medio Oriente, e specialmente in Egitto e in Siria, e ha espresso la propria viva preoccupazione per le vittime della violenza in Nigeria. (R.P. – Radio Vaticana 1 febbraio 2012)

COE: "La presenza e la testimonianza dei cristiani nel mondo arabo"

Le pasteur Olav Fykse Tveit, secrétaire général du Conseil œcuménique des Églises (COE), a réaffirmé l'attachement des Églises à la justice et la paix au Moyen-Orient, tout en insistant sur l'importance d'une vision commune de la cohabitation entre chrétiens et musulmans dans le monde arabe. 
Le pasteur Tveit s'est exprimé à l'occasion d'un colloque islamo-chrétien sur «La présence et le témoignage des chrétiens dans le monde arabe», organisé par le projet sur les Églises au Moyen-Orient et le programme Coopération et dialogue interreligieux du COE, en collaboration avec le Conseil des Églises du Moyen-Orient. 
Le colloque, qui s'est déroulé du 24 au 28 janvier au Catholicossat arménien de Cilicie à Antélias (Liban), a réuni des jeunes, des experts ainsi que des responsables chrétiens et musulmans autour d'un débat franc et animé. 
Le pasteur Tveit a affirmé que le Moyen-Orient revêt un intérêt particulier pour le COE, mettant en exergue l'importance historique de la présence chrétienne dans le monde arabe, où la religion joue, selon lui, un rôle clé. 
Le pasteur Tveit a par ailleurs attiré l'attention sur les difficultés auxquelles les chrétiens sont confrontés dans le monde arabe et sur l'insécurité qu'ils ressentent, en raison des clivages politiques et des conflits persistants. 
Depuis de nombreuses années, le COE travaille sur la question de l'émigration des chrétiens de la région, qui est due à l'occupation et la guerre en Irak et à l'occupation des territoires palestiniens. (30.1.2012)

I cristiani si accordano sulla condotta da adottare in missione.

Documento storico d'intesa tra tutte le Chiese
"La testimonianza cristiana nel mondo multireligioso: raccomandazioni di condotta", un documento di 5 pagine sull'esercizio della missione "in accordo con i principi dell'evangelo" è stato lanciato nel corso di una presentazione pubblica martedi 28 giugno 2011 al CEC di Ginevra, Svizzera.
Le raccomandazioni invitano i missionari, gli evangelizzatori e ogni testimone ad adottare un comportamento rispettoso della condivisa fede ccristiana; sono frutto di varie consultazioni tra il CEC, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso della chiesa cattolica romana e l'Alleanza Evangelica Mondiale. [documento integrale clicca qui]

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Ecumenismo: dialogo russo-tedesco sulla salvaguardia del creato

Conservazione del creato. Impulsi cristiani per l’ecologia e la sostenibilità”: è questo lo slogan dell’incontro del gruppo ecumenico di lavoro “Chiese in Europa”, svoltosi ieri a Wolfsburg e ad Hannover nell’ambito del “Dialogo di Pietroburgo” russo-tedesco. I rappresentanti della Chiesa ortodossa russa e di quella cattolica ed evangelica tedesca – spiega l’agenzia Sir- si sono confrontati in particolare su problemi ambientali e sulle sfide che le società tedesca e russa si trovano ad affrontare. “Questa iniziativa di comunione - ha sottolineato l’arcivescovo russo ortodosso Longin – offre la possibilità di elaborare insieme temi attuali e soluzioni a problematiche di grande rilevanza”. Da parte sua, il vescovo cattolico di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, ha ricordato “la responsabilità verso il creato quale compito principale delle Chiese e segno del tempo”. Il vescovo evangelico di Wittenberg, Siegfried Kasparick, ha invece sollecitato a “promuovere modifiche nello stile di vita nelle comunità”. I risultati del gruppo di lavoro sono stati presentati ai rappresentanti di vari gruppi sociali, evidenziando la portata del principio etico cristiano come base della cultura della moderazione. L’incontro di Wolfsburg e Hannover è stato l’undicesimo organizzato dal Dialogo di Pietroburgo e segna anche la quinta volta in cui le Chiese partecipano con un gruppo di lavoro comune. (C.S.)
da Radio Vaticana - 20/7/2011

Convocazione internazionale ecumenica sulla pace  - Kingston, Giamaica, 17-25 maggio 2011 [clicca qui]

Intervista a Gianni Novello sullo svolgimento dell'Assemblea di Kingston [clicca qui]

I 10 ANNI DELLA CHARTA OECUMENICA

(ASCA) - Roma, 11 mag - ''Oggi in Europa, e in Italia ci troviamo davanti a nuove sfide che chiedono alle Chiese maggiore sintonia e maggiore unita'''. Lo scrivono i responsabili delle Chiese cristiane presenti in Italia in un messaggio diffuso oggi, in occasione del decimo anniversario della Charta Oecumenica, il documento firmato il 22 aprile del 2001 a Strasburgo che detta i ''diritti e doveri'' del movimento ecumenico in Europa. A firmare il messaggio sono Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei); mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia e presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della Cei, e Gennadios Zervos, arcivescovo-metropolita ortodosso d'Italia e di Malta ed Esarca per l'Europa meridionale. Il 22 aprile 2001 a Strasburgo gli allora presidenti della Conferenze delle chiese europee (KEK), il metropolita ortodosso Jeremie, e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE), mons.
Miloslav Vlk, sottoscrissero la Charta Oecumenica che indica le linee guida dell'ecumenismo e della cooperazione tra le Chiese del vecchio Continente. Nel documento, cattolici, ortodossi e protestanti d'Europa riconoscono il diritto di liberta' religiosa dei singoli e delle altre confessioni; il ripudio del nazionalismo e del razzismo; lo speciale rapporto che lega i cristiani agli ebrei, e l'importanza del dialogo con l'islam e le alte religioni.
''La situazione nuova che si e' venuta a creare, dopo i fatti negli Stati Uniti e le guerre che ne sono seguite - si legge nel messaggio odierno -, ha chiamato tra l'altro i cristiani a un rinnovato impegno per la pace e ha dunque mostrato l'urgenza della riconciliazione e della realizzazione dell'unita' visibile tra le Chiese, poiche' e' un reale riavvicinamento tra i popoli, e dunque tra le comunita' religiose, la vera garanzia della pace e la risposta piu' efficace alla violenza e alla guerra, a quello che e' stato anche interpretato come uno scontro di civilta'''.
''Quanto sta accadendo, soprattutto con l'attuale processo di migrazioni internazionali - si legge nel messaggio -, e' molto piu' complesso: molti paesi occidentali - tra cui il nostro - si sono trasformati in luoghi d'incontro di persone e culture, fino a rendere l'Occidente, pur con contraddizioni e difficolta', un luogo di grande eterogeneita' culturale e patria di diverse culture. Ancora si pone il problema della costruzione di una casa comune europea in cui vi sia posto per popoli, culture, gruppi etnici e religioni diverse, per gli immigrati che bussano alle porte del benessere, per i rom, per i deboli e i poveri, per gli esclusi delle nostre societa'''. Di fronte a questo ''scenario nuovo, plurale, attraversato da conflitti e insieme carico di attese'', le Chiese ritengono che ''gli obiettivi e gli impegni della Charta Oecumenica'' siano ''decisamente attuali'' e che le ''difficolta' del presente non debbono indurci alla rassegnazione o al pessimismo''. ''La Charta Oecumenica - concludono - rappresenta una bussola in un tempo in cui 'la parola del Signore e' rara e le visioni non sono frequenti', e' un programma ancora valido che puo' orientare il nostro impegno comune e la nostra attesa''.
asp/sam/rob

** Seminario Ccee/Kek a Friburgo per i 10 anni della Charta

Per celebrare la ricorrenza dei 10 anni della firma della Charta Oecumenica (avvenuta a Strasburgo il 22 aprile 2001), il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e la Conferenza delle Chiese europee hanno deciso di collaborare insieme all’organizzazione di un seminario ecumenico che si volgerà il 9 maggio presso l’Università di Friburgo (Svizzera) organizzato dall’Istituto di studi ecumenici in collaborazione con la Comunità di lavoro delle chiese cristiane in Svizzera. All’incontro – riferisce il Sir - parteciperanno i due segretari generali del Ccee e della Kek, p. Duarte da Cunha e il rev. Viorel Ionita. “La Charta Oecumenica – si legge in un comunicato del Ccee e della Kek - non riveste alcun carattere dogmatico-magisteriale o giuridico-ecclesiale” e “la sua attuazione è lasciata alla libera accoglienza dei cristiani in Europa”. “Tuttavia, il Ccee e la Kek riconoscono, in questo documento, un passo ed un aiuto importante per le Chiese per realizzare insieme quella chiamata all’unità che è allo stesso tempo un obbligo per tutti i cristiani e un dono di Dio da richiedere incessantemente”. In questi anni il testo è stato tradotto in più di una trentina di lingue. Riguardo invece la sua penetrazione nel “tessuto istituzionale ecclesiale e sociale europeo”, le Chiese fanno notare che il testo è citato in documenti di istituzioni laiche, come anche recentemente avvenuto presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

 

Des organisations d'Eglise s'inquiètent de la situation humanitaire en Libye

L'Alliance ACT a envoyé une équipe d'établissement des faits au camp de réfugiés de Shousha à la frontière entre la Tunisie et la Libye. Le Conseil œcuménique des Eglises (COE), la Conférence des Eglises européennes (KEK) et la Commission des Eglises auprès des migrants en Europe ont fait part de leurs préoccupations au sujet de la situation humanitaire en Libye. Les organisations d'Eglise ont indiqué que parmi les besoins spécifiques auxquels il faut répondre immédiatement figurent la protection et l'assistance pour les personnes qui ne peuvent pas rentrer chez elles, ainsi que le maintien des frontières ouvertes, afin que les populations puissent fuir les zones de conflit.

dalle Chiese:


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Visita ufficiale in Italia dal 20 al 25 gennaio 2011 della VELKD,
la Chiesa Evangelica Luterana Unita in Germania:
iniziativa fortemente caratterizzata da spirito e finalità ecumenici,
con tappe a Milano e Roma (vedi)

Budapest: aperta la Conferenza delle Chiese europee sulla lotta alla povertà
Si è aperta il 9/11/2010 a Budapest una consultazione internazionale delle Chiese cristiane d’Europa sulla lotta alla povertà. L’incontro è promosso dalla Conferenza delle Chiese Europee (Kek) e dal Consiglio Ecumenico delle Chiese (Wcc), in collaborazione con le chiese in Ungheria. Gli ottanta partecipanti provenienti da 32 Paesi europei, con ospiti da tutto il mondo, stanno riflettendo sul tema "Povertà, ricchezza ed ecologia in Europa". La conferenza - riporta l'agenzia Sir - si è aperta ieri con il discorso inaugurale del metropolita Emmanuel di Francia, presidente della Kek. "Il liberalismo economico che fino ad oggi si è sviluppato per autoregolamentazione, è arrivato al limite della sua espressione. E’ in atto una crisi di valori che pone l'uomo davanti alla sua responsabilità". Le Chiese non possono stare al di fuori di questo processo.

04/11/2010 -- IRAQ, DICHIARAZIONE CONGIUNTA CRISTIANI E MUSULMANI: «LUOGHI SACRI PROFANATI»
Cristiani e musulmani esprimono la loro “condanna per ogni atto di violenza che mira a colpire luoghi di culto e luoghi sacri, profanandoli e minacciando la sicurezza dei fedeli”. Lo fanno in una dichiarazione congiunta diffusa ieri sera dal Centro ecumenico di Ginevra dove dal 1 novembre è in corso una consultazione internazionale alla quale stanno partecipando una sessantina di rappresentanti musulmani e cristiani su invito del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc). Al summit – dal titolo "Trasformare le Comunità: Cristiani e musulmani per costruire un futuro comune" - hanno preso la parola Sua Altezza Reale il Principe Ghazi bin Muhammad bin Talal, inviato personale e consigliere speciale di Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania, Muhammed al-Sammak, segretario generale del “National Council for Christian-Muslim Dialogue” in Libano e membri della World Islamic Call Society. Da parte cristiana, sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, Rev. Olav Fykse Tveit, e il metropolita Emmanuel, presidente della Conferenza delle Chiese d’Europa (Kek). Oggi pomeriggio la consultazione si conclude con una conferenza stampa.
I partecipanti – così si legge nel comunicato diffuso – sono rimasti “scioccati” dalla notizia dell’attentato terroristico nella chiesa siro-cattolica di “Nostra signora” a Bagdad, che ha provocato 58 vittime e numerosi feriti e “condannano questo atto disumano che contraddice ogni insegnamento religioso e la cultura del Medio Oriente che da molti secoli permette alle persone di questa terra di coesistere pacificamente”. Nella dichiarazione cristiani e musulmani condannano “inoltre qualsiasi atto criminale che va contro il diritto di vivere in dignità e la libertà di culto e di religione” ed “implorano le Nazioni Unite e il Consiglio di sicurezza e tutti i gruppi che reclamano una pace giusta, e soprattutto i funzionari iracheni, di intervenire per porre fine a tutti gli attacchi terroristici volti a colpire il popolo iracheno, a prescindere dalla loro appartenenza religiosa, e a profanare i luoghi sacri cristiani e islamici”. Nella dichiarazione i leader religiosi esprimono anche “il nostro sentito cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando loro le nostre preghiere. Preghiamo Dio Onnipotente di aiutare le autorità irachene e le Nazioni Unite perché lavorino seriamente per implementare sicurezza, giustizia e pace per il popolo iracheno che merita di vivere con le diversità religiose ed etniche.
Sir

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ORTODOSSI

* 20 mag  2010- Nasce a Roma l'accademia italo-russa ''Sapientia et scientia''. L'Associazione internazionale ''Sofia: idea russa, idea d'Europa'' apre le porte di una nuova Accademia, la prima di questo tipo in Italia, realizzata con la collaborazione dell'Universita' di Stato delle Relazioni internazionali di Mosca del ministero degli Affari esteri della Federazione Russa e il Foro di dialogo Italia-Russia delle societa' civili. Il progetto ha ricevuto l'assenso della Santa Sede e del Patriarcato di Mosca e l'approvazione ufficiale degli Stati italiano e russo.
L'Accademia - che vuole essere un luogo stabile di incontro tra esponenti delle Chiese e delle societa' civili di Italia e Russia - svolgera' le proprie attivita' a Roma, presso Villa Sciarra-Wurts. Due gli appuntamenti gia' fissati entro il 2010: una Conferenza dei rettori delle universita' russe e italiane, sul tema della cooperazione nell'ambito dell'istruzione e dell'educazione religiosa, e un convegno su ''Europa senza frontiere'', cui parteciperanno esponenti del mondo politico ed economico italiano e russo. Sempre all'interno delle attivita' dell'Accademia si situano alcune iniziative comuni della Cei (Commissione per l'Ecumenismo e il dialogo) e il Patriarcato di Mosca (Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne), che saranno lanciate nel 2011, Anno della cultura russa in Italia e della cultura italiana in Russia.

* Si apre a Chambésy il secondo incontro panortodosso (di NAT da Polis)
A tema le autonomie delle Chiese nate dopo il crollo dell’Urss e le nuove Chiese della diaspora. Molte di esse chiedono l’indipendenza da Mosca. Bartolomeo difende il dialogo con Roma e ribatte all’irrigidimento e l’arroccamento nel dialogo, che porta solo in “un vicolo cieco”. Erdogan potrà concedere la cittadinanza turca a metropoliti della diaspora. clicca qui

EVANGELICI

Anche senza Intesa matrimoni evangelici riconosciuti in tutta Italia
da Agenzia NEV del 18-11-2009 [clicca qui]

da CCEE-KEK:

- Missione ed ecumenismo non sono inconciliabili

Esponenti cristiani delle varie confessioni hanno pubblicato un documento dedicato al tema “missione e unità”. Si tratta dei materiali redatti dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese in occasione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani e per il resto del 2010. Il documento, pubblicato di recente, è dedicato al tema "Missione e unità", ispirandosi alla frase del Vangelo di Luca (24, 48) "Di questo voi siete testimoni". http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=312018

Segnalazioni:

  "Basilea 1989: una Pentecoste ecumenica" : dell'incontro svoltosi il 30 maggio 2009  sono disponibili i testi delle relazioni [clicca qui].

*  E' in libreria un libro che può essere utile ed interessante:

Paolo Colombo (ed.) - "Prospettive ecumeniche dopo l'Assemblea di Sibiu" - ed Ancora [pp. 136, € 14]